325 milioni di euro per un nuovo programma alimentare. La Banca Mondiale batte cassa dai Paesi ricchi perchè serve una scossa ben assestata per evitare una carestia mondiale.
In poche parole: i Paesi poveri sono in rivolta perchè non mangiano più. Mancano ormai pane, riso e pasta, gli alimenti base delle fasce deboli, e in Thailandia, Egitto, Costa d'Avorio e Filippine la situazione è già di caos.
I prezzi delle materie prime agricole sono cresciuti nel 2007 del 40% (fonte Fao). Questo perchè c'è scarsità di raccolti in zone profondamente colpite da sbalzi climatici, inondazioni, monsoni. Una spirale che si innesca quando, mancando la materia base, il prodotto scarseggia e quel poco che c'è va incontro al fenomeno dell'inflazione: aumenta il prezzo che diventa inaccessibile per fasce sociali che oggi, su La Stampa, Domenico Quirico definisce le plebi immense dei Paesi poveri.
Non solo: il vertiginoso aumento della domanda di materie prime agricole in paesi quali - non a caso - la Cina, ha portato a un impoverimento interno di materie in molti Paesi produttori che hanno preferito guadagnare con l'export piuttosto che sfamare la gente più povera delle proprie zone.
Ipnotizzato dall'aumento del petrolio, il mondo ricco non si è accorto che si stava sviluppando un fenomeno ancora più insidioso, una carestia mondiale. Per due terzi del pianeta una variazione di riso e farine segna il brusco passaggio alla fame.
Esempi: in Egitto non è bastato il prezzo politico del pane imposto da Mubarak. Le scorte sono già finite e si sta sviluppando un mercato nero che rivende la farina al triplo del prezzo di mercato. Davanti ai forni file di gente in stile carestia manzoniana. Inoltre il governo de Il Cairo ha anche sospeso le esportazioni di riso: come a dire, teniamocelo tutto noi quello che produciamo. In Costa d'Avorio il governo ha dovuto promettere a giovani inferociti che saranno abbassate le tasse sulle importazioni di prodotti alimentari di base...qui invece chiedono proprio aiuto all'esterno.
Credo una situazione davvero spaventosa che merita attenzione.
Giovanni Dalla Valle è un italiano emigrato (anzi, scappato!) a Londra. E' uno psichiatra. Ha risposto così a tale Nicola Di Girolamo, candidato del Pdl, che promette addirittura assistenza sanitaria gratuita in Italia per 3 mesi a tutti gli italiani residenti all'estero. Questa, ripresa dal blog di Beppe Grillo, è la risposta di Giovanni all'aspirante parlamentare. Un capolavoro. Leggere per credere.
"Caro Di Girolamo,
stamane ho ricevuto il suo volantino nella posta di casa mia, in Inghilterra. Di solito ignoro la propaganda elettorale perche', immagino come altri milioni di ex-italiani, ne ne posso piu' del vostro paese, pero' stavolta quello che ha scritto mi sprona a rispondere alla sua chiamata. Io ho gia' aiutato a sufficienza il suo partito, che poi non e' neanche un partito, in quanto non nasce da una costruzione ideologica o filosofica come i grandi partiti dell'800 e del '900, ma dagli interessi personali di un imprenditore miliardario che decise di scendere in campo per timore che una vittoria dei discendenti del partito comunista lo costringessero ad esiliarsi in qualche isola tropicale, anziche' continuare a fare i suoi interessi nel paese dove viveva.
Bene, caro Di Girolamo, sappia che chi le scrive quell'uomo l'ha gia' aiutato abbastanza. Lo feci nel 1994, quando fondai a Londra il primo Club Forza Italia, sprecando la mia faccia, la mia intelligenza, i miei soldi e il mio tempo, per un uomo che pensavo davvero intendesse promuovere il liberalismo nel vostro paese, e davvero intendesse stabilire un ordine meritocratico in un paese marcio per nepotismo, clientelismo e familismo (sia a destra che al centro che a sinistra).
Un paese unico al mondo che vanta due popolazioni: sessanta milioni di italiani dentro le Alpi che sopravvivono grazie alle raccomandazioni, e cento milioni di ex-italiani fuori dalle Alpi che, non sentendosela di far parte delle brigate rosse o di un clan mafioso, decisero ad un certo punto della loro vita di emigrare e, le piaccia o no, di diventare 'altri'.
Preciso che chi le scrive non e' in Inghilterra per fare lo spazzino o il lava-vetri. Io lavoro come psichiatra forense alle dirette dipendenze del ministero della Giustizia e della Sanita' britannici, guadagno piu' di centomila euro all'anno, pago il 40% di tasse fino all'ultimo penny, e sono soggetto, in virtu' del mio nuovo passaporto a tutti i doveri e i diritti dei sudditi della nostra carissima H.R. Queen Elisabeth II.
Che sicuramente avrà i suoi difetti anche lei, ma almeno e' una regina vera, e non una merda come i tanti pregiudicati, corrotti e mafiosi che popolano il vostro ridicolo Parlamento.
Giovanni Dalla-Valle, ex-italiano, e' un'INGLESE come tanti. Si sveglia alle 5.30, lavora 10 ore al giorno, fa i turni di guardia, torna a casa alle 19.00 dove trova il figlio Matteo, di cui e' padre singolo. Se fosse stato per l'Italia sarei ancora alle dipendenze economiche dei miei genitori, ultimo assistente in un ospedale del cesso (nonostante laureato a 25 anni a Padova con 107/110), solo per il fatto che mio padre e' un nessuno e non s'e' mai curato di leccare il culo agli altri.
Ed ora veniamo alle sue proposte elettorali.
Usufruire dell'assistenza sanitaria gratuita in Italia per piu' di tre mesi, come stabilisce la vostra legge?
Ma scusi, ma perchè io che che pago le tasse in questo paese, dovrei parassitare i servizi di un paese dove non pago le tasse? Persino tre mesi sono ingiusti. Qui la sanita' e' gratuita.
Non dovrei pagare le tasse per una seconda casa in Italia? Ma scusi, perche' mai uno che puo' permettersi una seconda casa nel vostro paese non dovrebbe pagare le tasse come fa per la prima casa in questo paese? Se ha sufficienti soldi per acquistare una seconda proprieta' in Italia, perche' non dovrebbe contribuire alle normali tassazioni di quel paese?
Non pagare per il rinnovo del passaporto? Problema gia' risolto. Ho un passaporto inglese. E non comporta nessun bollo annuale e il rinnovo e' decennale.
Migliorare l'assistenza del consolato? Ma via, Di Gerolamo, non spari cagate! Qui tutti sanno che il consolato italiano e' una fogna per raccomandati e figli di o amici di. Il livello d'incompetenza e arroganza agli sportelli e' arci-noto. Sara' mica lei che lo cambia adesso, vero? Il governo del suo capo durò cinque anni. Lo sapete benissimo che questo e' il peggiore consolato del mondo. Perche' non li avete cacciati a pedate nel c..o allora? Perche', dannazione, sono AMICI degli AMICI vostri, ecco perche'.
"Perdiamo per strada le giovani generazioni". Sorry, Di Girolamo. Avete perso gia' perso anche quelle meno giovani (io ne faccio 45 quest'anno!). Rialzati Italia? Ma col cazzo, mi consenta, Di Girolamo! Quelli come me, e sono milioni, l'Italia la vogliono giu' per sempre!!!. Ce`l'avete messa nel c..o per una vita. Cosa volete adesso? Che vi votiamo ancora??? Ma per favore. Siate seri!". Giovanni Dalla Valle

Peggio di Terminator, Alien, Starship troopers, Matrix...tutti gli incubi che avevano immaginato al cinema...è inquietante!
Big Dog, il primo robot a quattro zampe
Diciamocelo: alla fine a farne le spese sarà il partito che si ritrova ancora senza un candidato mentre dall'altra parte John McCain può già iniziare a lavorarsi ben bene gli indecisi e gli scettici.

Si spara a zero contro l'ex first lady che non molla un colpo, contro una Hillary che si aggrappa con le unghie a una nomination che ormai dovrebbe lasciare al più giovane Obama, ma dall'altro lato il senatore dell'Illinois di conciliante fino a oggi ha fatto ben poco.
Diciamocelo: questi due son due prime donne e sono anche belli testardi. Non cerchiamo di denigrare solo lei che, avrà sì avuto la strada spianata dal marito, ma che fegato signori 'sta Miss Rodham Clinton! Va avanti e non molla e quando ci si mette non lascia superstiti sul campo.
Obama sembra farsi trascinare troppo dai facili entusiasmi, sono già tre volte che sembra sicuro di poter sferrare il colpo definitivo e per tre volte fallisce: qualcosa vorrà dire, o no? O anche in America basta uno spot dell'avversario per far cambiare idea drasticamente agli elettori e invertire pronostici e sondaggi?
Comunque vada, questa sfida democratica appassionante e appassionata rischia di trasformarsi in un'arma a doppio taglio per un partito che, mai come stavolta, avrebbe bisogno di un nome intorno al quale fare quadrato, una faccia con cui identificarsi e far capire che sì, il partito c'è e vuole vincere, vuole portare fuori gli States dal pantano Bush.
Il ticket Clinton-Obama potrebbe esere una soluzione, ma uno dei due deve fare un passo indietro. Ed entrambi sembrano poco disposti ad abbassare la cresta.
E McCain ringrazia.