La pioggia lava via tutto. Se certe situazioni si aggiustano e cominciano a riprendere i binari giusti, ci sono sempre altre cose che in me andrebbero raddrizate. In questo momento mi rendo conto che le forze mentali e fisiche si stanno letteralmente facendo benedire e che in testa ho un'unica necessità: staccare.
Devo assolutamente sollevarmi e guardare questa realtà dall'alto, da lontano, per poter rimettere a fuoco le mie priorità e i miei obiettivi. Stare troppo attaccati alle cose e cercare in tutti modi di farle andare nel verso giusto, rischia di portarti alla pazzia. Perchè invece ogni tanto non fermarsi e farsi trascinare dagli eventi? O meglio, lasciare che gli eventi scorrano e nel frattempo dedicarsi ad altro, in attesa di riprendere le redini in mano?

Ecco il mio sogno di adesso: l'Australia. Lontana, affascinante, misteriosa, nuova. Ecco di cosa ho bisogno ora: allontanarmi. Perchè corro il rischio di impazzire e la mia testa, già così fragile, piena di ansie, paranoie e ipocondrie, rischia di scoppiare. So quando arrivo al limite e so quando devo tirare il famoso respiro e calmarmi. Questo è il momento. Ma per farlo devo volare via da quelle quotidianità che, per forza o per necessità, sono diventate tali nella mia vita. Così mi accorgo che adesso, dopo Roma, dopo Milano, ho bisogno di altro, nel continuo e perenne moto che mi bolle nello stomaco. Non riesco a stare in un posto senza desiderare di possederne un altro. Come nella vita. Come nei sentimenti. E' una cosa strana, io lo so. Andrebbe affrontata con qualche seduta di analisi. Ma adesso no, perchè è l'unica cosa alternativa a questa continua ricerca della stabilità professionale. Voglio dire, mancandomi questa frenesia, questo bisogno di fuggire sempre, verrebbe a mancarmi il piacere delle cose. E non potrei dire "quando torno vediamo". E non avrei più modo di pensare "aspetta e lascia scorrere il tempo".
In due parole, non riuscirei più a tenere a freno questa mia cocciutissima impulsività.
