La stanza in disordine

La mia casa è un altopiano al centro di Milano
martedì, 13 giugno 2006

La sera sopra
C’era la sera sopra alla sua testa. Sapeva già d’estate calda, quella che per la seconda volta avrebbe passato lontano dal mare. Non tanto come l’anno precedente, stavolta il mare ce l’aveva a portata di mano. Era il tempo a essere distante. C’era ancora quel lumicino, il barlume che era acceso e piano piano pulsava. Non più come un tempo ma pulsava. E lui sapeva che erano momenti. Quelli soliti durante i quali la fiamma si abbassava, le mancava ossigeno. A un tratto gli vennero in mente sapori e sensazioni lontane. Ambientate in altri luoghi lontani da quello. Luoghi che avevano aspetti diversi, colori opposti, stili contrari. Eppure li sentiva come suoi, li sentiva cuciti addosso. Si accorse in quel momento che gli mancava una città strana, una città che aveva amato e odiato, odiato e amato. Una città di cui non poteva fare a meno. In quella città c’erano sorrisi di persone che non riusciva a togliersi dalla testa. Nemmeno di notte quando i sogni andavano liberi e le immagini sembravano nitide come realtà.
I lunghi navigli, i viali alberati, la notte viva e pulsante. Gli mancava questo. L’appuntamento sotto casa, i cocktail consumati in mano mentre il ghiaccio si scioglieva, durante lunghe chiacchierate. I suoni di una metropoli che di notte offriva il meglio di sé. Le lunghe traversate in auto, al gente in giro a maniche corte, il sentirsi parte di un mondo che pensava lontano da lui.
Eppure non si spiegava il motivo. In fondo era in un’altra metropoli, in un altro caos, al centro della storia. Eppure.
Eppure pensava lontano. Pensava e non si spiegava perché. Perché gli mancasse  così testardamente quella che per lui era casa. Forse per questo gli mancava: aveva capito che era la sua casa. Fece un respiro profondo. A settembre l'avrebbe di nuovo vissuta quella vita.
La sua.
postato da illogiko alle ore 22:44 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: milano, dentrome



Commenti
#1   14 Giugno 2006 - 14:43
 
non fare così morris, a milano è due giorni che fa un caldo becco, l'asfalto si squaglia e la vita è abbastanza piatta.

coraggio

gum
utente anonimo

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