D'oro
Evgeny Plushenko non ha pattinato. Evgeny Plushenko ha accarezzato il ghiaccio. Ha incantato. E stupito. Ha messo in chiaro che il padre padrone della pista è lui. Non a caso la musica che accompagnava la sua esibizione era Il padrino. Oro come i suoi capelli, oro come la luce che ha negli occhi, il coraggio che lo ha spinto a recuperare dopo una difficile operazione all'inguine nell'aprile del 2005, e poi volare sul tetto più alto del mondo. Emozioni che solo lo sport sa regalare. Perchè dietro ogni touloop, ogni àxel, c'è sofferenza, lavoro, sudore, paura. Guardatele le facce dei pattinatori prima di iniziare il programma: c'è tensione, paura. Perchè quando voli sul ghiaccio non sai mai come atterri. Perchè le gambe sono le uniche vie di scampo, e la testa l'unica arma contro la tensione.
E stasera incrociamo dita, piedi, gambe: comincia la danza. Ci sono due persone che da 4 anni aspettano la rivincita, da 4 anni attendono il momento per dimostrare al mondo che a Salt Lake City i giudici non capirono niente relegandoli al terzo posto. Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio stanno per scendere sull'arena, quella a loro più congeniale: fredda e, soprattutto, italiana.
Forza ragazzi.
