La stanza in disordine

La mia casa è un altopiano al centro di Milano
sabato, 24 dicembre 2005

FINALMENTE!!!!

da www.odg.it

Decreto del Governo: laurea obbligatoria per il giornalismo

Cambia l’accesso alla professione giornalistica. Il Consiglio dei ministri, il 22 dicembre, ha approvato un decreto con cui viene resa obbligatoria la laurea come titolo di studio per coloro che vogliono affrontare l’attività giornalistica in forma professionale. Da molti anni il Consiglio nazionale dell’Ordine aveva lavorato per migliorare – proprio attraverso un percorso formativo più alto – la qualità della preparazione dei propri iscritti. La strada prescelta era stata quella dell’abbinamento fra il praticantato e gli studi universitari. In sostanza, la riforma prevede che dopo i tre anni della laurea obbligatoria il praticante svolga il tirocinio, attraverso un biennio (laurea specialistica, master o altra struttura autorizzata convenzionate con l'Ordine nazionale dei giornalisti) teorico-pratico, al termine del quale viene ammesso a sostenere l’esame di stato. Anche questo subirà una modifica profonda, perché verrà effettuato davanti a commissioni più ristrette, sempre guidate da magistrati, ma nelle quali accanto ai giornalisti verranno chiamati professori universitari, oltre a un esperto indicato dalla Federazione degli editori. Questa la dichiarazione rilasciata dal presidente dell‘Ordine, Lorenzo Del Boca: “Con soddisfazione prendiamo atto che il Consiglio dei Ministri, approvando una serie di disposizioni per il riordino delle professioni, ha accolto le nostre proposte per rendere il lavoro dei giornalisti più moderno, più efficiente e culturalmente più attrezzato per rispondere alle responsabilità che gli competono. Un ringraziamento per il ministro Letizia Moratti e – doverosamente – per il sottosegretario Maria Grazia Siliquini che ha seguito l’iter e le procedure che hanno consentito un risultato per noi positivo. Prima di entrare in vigore, la legge deve passare al vaglio del Consiglio di Stato ma ci auguriamo che si tratti soltanto di un passaggio burocratico. Quando le disposizioni diventeranno operative, i giornalisti dovranno formarsi all’università con un percorso di studi accademici che prevedono il conseguimento di una laurea di primo livello, seguito da un master biennale destinato a coniugare preparazione teorica e tirocinio pratico. Come avviene per gli avvocati a giurisprudenza o gli ingegneri al politecnico… L’esame di stato sarà poi l’ultimo atto per l’abilitazione professionale. Sono tante le accuse che vengono rivolte ai giornalisti – a volte ingiustificabili e altre volte immotivate – ma di una non vogliamo assumerci la responsabilità: quella di rifiutare di andare a scuola, per studiare e per saperne di più”.  (23 dicembre 2005)

22 dicembre data storica!!! Ce l'hanno fatta! A casa tutta quella massa di veline e show men giornalisti improvvisati!

postato da illogiko alle ore 03:14 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria: giornalismoparloio



Commenti
#1   24 Dicembre 2005 - 13:24
 
Tanto vedrai che troveranno il modo per non rendere retroattiva la cosa. Dovrai aspettare il cambio generazionale, mi sa. E se sono tutti imperituri come altra gente di spettacolo (Bongiorno Mike e Baudo Pippo, per fare un esempio), forse i tuoi nipoti cominceranno a goderne.
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#2   26 Dicembre 2005 - 10:23
 
Era davvero ora! DEvo dire che non ci speravo... è davvero una bella notizia!
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#3   27 Dicembre 2005 - 10:28
 
per una categoria che se ne avvantaggia, una serie che ci perde...
il discorso e' molto lungo ma pensa a quanti geometri lavorano onestamente con il diploma...pensa a quanto costa l'universita'
io sono dell'opinione che di incompetenti ce ne sono una gran bella schiera, anche tra i laureati, e che non basta un triennio di studi piu' o meno approfonditi per fare la qualita' di una categoria...
mi sbagliero' di sicuro....
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#4   27 Dicembre 2005 - 21:21
 
Invece ora che per riuscire a diventare giornalista devi farti sfruttare in redazione dopo aver studiato comunque per anni sui libri va tutto benissimo... almeno adesso chi esce dall'università avrà già un titolo che gli permetterà di accedere al mondo del giornalismo come "già qualificato" e non come praticante.
In questo sta la vera rivoluzione.
Questo non sarà una garanzia di professionalità assoluta ma di sicuro è un passo avanti.
L'informazione è un diritto dei cittadini che deve essere tutelato il più possibile e pretendere che chi la gestisce sia consapevole di ciò che fa e abia studiato per farlo mi sembra assolutamente imprescindibile.
Per chi non ha soldi per studiare ci sono sempre state le borse di studio, il giornalismo non può essere una professione di facile accesso per chi non può o non vuole andare avanti a studiare. Di incompetenti poi, aimè, ce ne sono in ogni categoria ma questa non è una buona motivazione per cercare di evitare che ce ne siano in abbondanza.
Purtroppo il mondo della comunicazione (non solo il giornalismo) è ancora un mondo dove la specializzazione che uno si forma sudindo non viene riconosciuta, e questo perchè è un settore in cui per anni si sono formati professionisti che avevano background completamente diversi e si formavano direttamente sul campo. Questa legge in questo senso è un ottimo primo passo per integrare studi e mondo del lavoro.
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#5   28 Dicembre 2005 - 12:05
 
Sono perfettamente d'accordo con Anna. Non si può ridurre ad un mestiere come gli altri il giornalismo. L'opininone pubblica dei cittadini è una delle condizioni essenziali delle democrazie. I giornalisti hanno la responsabilità e il dovere di saper fare il loro mestiere...e oggi ci sono troppi improvvisati. La laurea costa? Come dice Anna ci sono le borse di studio..non mi sembra una buona motivazione quella dei costi.
Io personalemnte porto sempre la mi personale esperienza: cinque anni di università, due di scuola di giornalismo (che costa eccome se costa!) per ottenere un praticantato e poi vedere che ci sono "colleghi" assunti a tempo determinato che sono "capitati in questo mestiere"! Ma ci rendiamo conto? Hanno tentato la strada della tv con programmi di intrattenimento su tv private poi dotati di calcio in culo o culo presentabile, si sono ritrovati in una redazione...è scabndaloso...non hanno laurea, non hanno mai fatto un cosro di specializzazione...e potranno definirsi "giornalisti professionisti". Ma ci rendiamo conto?
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#6   29 Dicembre 2005 - 17:29
 
ripeto...sono digiuna del mondo del giornalismo...so pero' cosa fa un geometra e cosa deve sapere per farlo...
e che l'alternativa sia o l'universita' o la fabbrica mi sembra poco democratico
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#7   02 Gennaio 2006 - 17:46
 
Ma infatti nessuno ti diche che adesso anche il geometra debba fare l'università, però il giornalismo è un'altra cosa. E poi Not, al giorno d'oggi i costi per studiare sono sempre gli stessi...tra libri e tasse scolatiche, anche il diploma è diventato un conto aperto...
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Sarei un giornalista, in teoria. E' la pratica a mancare (ma il praticantato l'ho fatto!)


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