L'urlo di Diego


Ci voleva Della Valle per far abbassare le orecchie a Berlusconi. Ci voleva uno che fino ad oggi è stato zitto ma che adesso, tutto d'un tratto, sbotta. E non le manda di certo a dire. "Tu e i tuoi fogliettini avete rotto le scatole". In sintesi possiamo esprimere così il pensiero dell'imprenditore marchigiano rivolto al collega lombardo. E scusate se ne faccio una questione di campanile, ma questa sfida tra Marche e Lombardia mi gasa. Perchè finalmente la mia regione alza la testa davanti all'arroganza di chi da quassù, la Padania che mi ospita, continua a definisrsi l'unica regione che produce in Italia. Ci voleva Delle Valle per rialzare l'orgoglio marchigiano. Altro che quella scemenza di giornata delle Marche promossa dalla giunta regionale di Spacca e passata del tutto inosservata.
E seppure io non ho mai nascosto le mie simpatie per il Cavaliere, stavolta va detto che non c'è stata gara: Diego l'ha zittito. Quel Diego che, da qualche anno a questa parte, sta anche un po' lavorando come presidente di Confindustria. Altro che il Montezemolo. Non mi stupirei più di tanto a ritrovarmi "il Della" fra un paio d'anni lassù, al posto di quel Luca lì. A portare alta la bandiera delle Marche, quelle che producono in silenzio e che, qui la metafora ci sta tutta, piano piano stanno facendo le scarpe a tutti.
L'Italia in una regione. Una regione in Diego Della Valle.
l.m.
