Tre obiettivi: dare uno stato alla Palestina, far vivere tranquilli gli israeliani e ultimo, ma non per importanza, risollevare il gradimento di Gerorge W. Bush e dei repubblicani a un anno dalle elezioni.

Ecco servito il vertice di Annapolis, Maryland. L'America ha davvero fatto le cose in grande: ha portato pure la Siria, ha dettato un agenda precisa, cercherà - come solito - di far digerire al mondo arabo la presenza di Israele.
Quella che vedremo ad Annapolis viene presentata addirittura come la fase finale del percorso iniziato con la road map.
Entro il 2009, gennaio per la precisione (proprio quando scadrà il mandato del presidente), gli Stati uniti vogliono arrivare ad un accordo globale di pace.
Bush sa che si sta giocando l'ultima carta per risollevare qual briciolo di credibilità internazionale che gli è rimasta. E mette già le mani avanti quando dice che per arrivare ad una conclusione positiva delle vicende mediorientali, tutti dovranno accettare difficili compromessi.
