
Che sensazione strana. Oggi è come se si fosse chiuso un ciclo.Come se avessi scritto la parola fine su un libro che avevo iniziato a scrivere tre anni fa.
E' stata una fine brusca però. Avete presente quei programmi interrotti dopo poche puntate perchè non fanno ascolti? Ecco, proprio così.
Di questo libro conserverò buoni ricordi: serate estive a mangiare pizze e chiacchierare di giornalismo, paura per pezzi da scrivere che sembravano montagne invalicabili, il venticello delle sette di sera che entrava dalla finestra mentre seguivi le ultime notizie per scriverele sul fascione.
Ricordi che uno spera sempre di rivivere.
Fa niente. Anche questo libro è andato.
Vorrà dire che cercherò la trama giusta per iniziare a scriverne un altro. Perchè - nonostante tutto - sono convinto che da qualche parte esista la storia a lieto fine.
Le regole sono cambiate.
UN SUPER MEGAPUNTATONE!!!!!!!!!!!!



La lode me la do' da solo che la megalomania non finisce mica entrando negli ...ENTA!
Finisce un'altra decade...quella che mi ha visto laureato, giornalista pischello e giornalista professionista, giornalista sofferto e sofferente, innamorato (tanto) e mai ricambiato.
Non mi pento e non mi dolgo di aver mollato tutto, scelto di buttarmi nel vuoto, aver alzato la testa e la voce.
Tutto fa brodo, no?
Ora comincia il bello. Incrocio le dita e continuo a sperare, che i traguardi da tagliare sono ancora tanti. E l'ottimismo, come dice un gran poeta, è il sale della vita.
La stanchezza non è fisica e proprio per questo è ancora più devastante.
Ogni giorno faccio qualcosa che non mi appartiene, che non è mio.
Ma davvero posso permettermi di andare oltre?