
Ho voglia di chiudermi in uno Starbucks e affogare in muffin caldi al ciccolato scuro inzuppati in giganti cappuccioni spumosi...
DETESTO...
...le persone che non ascoltano quello che stai dicendo e alla fine vogliono farti credere che sei tu quello che non sa spiegarsi bene. Sono cose che odio profondamente e mi fanno andare il sangue al cervello, dritto dritto. E divento irascibile quando certe cose le fanno persone che invece dovrebbero capirti al volo ma, al contrario, dimostrano così facendo che non può fregargliene nulla di quello che stai dicendo e facendo.
Il sogno fuori dal cassetto

Eccomi, sono tornato a casa. Da professionista. Dopo quattro giorni indimenticabili, un esame che ha definitivamente coronato il mio sogno più grande. Si', adesso posso dirlo: diventare giornalista professionista era uno dei sogni che tenevo chiusi nel famoso cassetto. Stava lì, ben nascosto perchè più se ne stava riparato, più cresceva e prendeva forma.
Otto lunghissimi anni, otto. Da quando cominciai per la prima volta quelle piccole collaborazioni con i quotidiani di sport...seguivo la Lube, non ci capivo molto ma mi davano 15mila lire a pezzo...e per me era favoloso. Non esistevano tesserini, a me bastava scrivere e divertirmi dentro la sala stampa del palazzetto di Macerata...poi i sogni cominciano ad ammucchiarsi, la voglia di fare di più anche...prima la tv privata, covo di serpi e vipere, dove un direttore che di giornalismo avrebbe pure capito qualcosa, ma di tv proprio niente, mi sventolava davanti agli occhi il suo tesserino da pubblicista e mi diceva con quel ghigno malefico "Voglio vedere quando arriverai a prenderlo anche tu...se non ci fossi io a farti fare questo lavoro!". E io dentro ribollivo, ma ribollivo...una pentola a pressione...e decisi che era arrivato il momento di non lasciare più niente al caso: prima recuperai tutti i miei pezzi, le buste paga, i certificati dei direttori...poi mi precipitai all'Ordine e mi diedero quel tesserino marroncino...brutto, ma per me era il massimo...pubblicista!
Ma la pentola a pressione ribolliva ancora, l'acqua stava ormai per uscire...così mi presentai quel giorno in una cittadina sperduta della mia regione, in ballo c'erano 32 posti per una scuola di giornalismo. 32 tesserini azzurri da praticante.
Due anni dopo, un paio di altri bocconi amari buttati giù (leggi pure Sky Sport e il loro benservito dopo 4 mesi), oggi posso gridarlo ai quattro venti: ecco uno dei miei fottutissimi sogni nel cassetto. Realizzato. Lo mostro anche a te, direttore incapace di una piccola e scassata tv regionale delle Marche...e tu, quando ci arriverai mai ad essere un PROFESSIONISTA?!
Grazie a tutti quelli che mi hanno sostenuto: prima fra tutti, Ilaria. Quante altre amiche si alzerebbero alle 7 del mattino, dopo 3 ore di sonno e il giorno dopo aver dato lei stessa l'esame, per accompagnarti a dare il tuo e sostenerti fino a quando non ti chiamano "Collega"? Sei insostituibile e unica. Grazie piccola Lalli.
Poi grazie ai miei amici bloggers! Cavolo, la vostra presenza qui si è sentita eccome! Visione/Maria sei stata davvero la numero uno! Le tue Ola sono arrivate a Roma forti e chiare. Grazie Sraffa (in bocca al lupo a te adesso!), Daddun, Caterina (spero di poter avere buone notizie da te), Filippo, Zukmau!, e poi tutti davvero quelli che passano qui e mi lasciano sempre commenti insostituibili ai post.
Poi Tata Valentina, giù a Lecce, che mi ha ricordato come si passano gli esami (la famosa FdC...a voi la traduzione!)...Guido! Grande Collega Guido che mi ha sopportato mentre ripetevo storia, penale, e lo tormentavo con mille domande...Pierfrancesco....ogni telefonata una risata, ogni risata un incoraggiamento. Quel Pirletti di Andrea, che adesso tocca a lui ad Aprile, Chiara, Daniela, la Fra' (forza Fra' non mollare), Emilia, la mia collega di Class con cui ho condiviso la preparazione e le ansie (in bocca al lupo!), Gimaburrasca (che mi dava ripetizioni su Google Talk!), i colleghi nettUrbini, tutti quelli che non ho nominato!
Grazie!
PS: Dell'esame posso solo dire che sono stato il primo (alle 9 del mattino!), mi hanno fatto domande normali tranne una di diritto penale che era davvero bastarda, ho fatto un piccolo show quando ho chiesto alla commissione un bicchiere d'acqua visto che avevo la salivazione a zero...gentilmente mi hanno offerto la loro e mi sono preso pure il lusso di chiedere la Ferrarelle! Che la sede dell'Ordine dei giornalisti di Roma è angosciante, che ho una nostalgia folle di Roma e del Tevere.
Due dei tre neo-professionisti: dalla Romagna con piadina annessa, Ilaria, e da Fossano (Cuneo) con bagnacauda
incorporata, Guido. Grandi!
I'm in
