R E B I R T H
Da oggi in poi saremo un tantino più ordinati.
(e se volete suggerire qualche cambiamento ulteriore, anche tecnico, non esitate)
I segreti di famiglia
Chissà perchè mi capita di vederlo sempre a Natale. Forse è l'atmosfera che mi fa venire voglia, il fatto che effettivamente tutto quello che mi ruota intorno sembra la trama di questo film che occupa un posto speciale nella mia personale videoteca.
I segreti del cuore (orribile traduzione italiana del bellissimo The myth of fingerprints) è un film del 1998 presentato al Sundance Festival di quell'anno, che racconta la storia di quattro fratelli, due ragazzi e due ragazze, che tornano a casa nel New England per festeggiare il giorno del ringraziamento.
C'è Warren (Noah Wyle) il primo a comparire in scena. Lui non torna a casa da tre anni e dice una frase tremenda all'inizio del film, che già apre al resto della trama: "Forse è proprio perchè è passato così tanto tempo che mi sono dimenticato di doverci tornare (a casa)". Warren ha lasciato il New England per lasciare Daphne, l'unica donna che sapeva amare, e per scappare dal padre, con cui non riesce a comunicare per qualcosa successo tre anni prima e che lui fa fatica a rimuovere.
Warren è introverso, imbarazzato, non riesce a manifestare il profondo amore per i suoi genitori perchè ha come un muro che lo separa dal padre Hal. Un muro che anche il genitore non riesce a buttare giù nonostante il profondo amore verso il figlio.
C'è Mia (fantastica Julianne Moore), irascibile, nervosa, arrabbiata, insoddisfatta. Va su tutte le furie quando scopre che il padre ha usato le ultime pagine di un libro per accendere il fuoco e, nel tentativo di scprire come va a finire la storia intitolata L'urlo del coniglio, ritrova il vecchio compagno di scuola Leonard che la metterà davanti alle sue insoddisfazioni. Questo probabilmente è il personaggio più forte del film. La scena più bella è quella della soffitta, quando Lena (la mamma) dice a Mia (che le aveva risposto sgarbatamente): "Tu sei sempre quella che non apprezza niente. Non prendere la strada che non vuoi prendere, servirà solo a farti diventare più cattiva". Mia arriva a casa col marito Elliot, uno psicoterapeuta che subisce i continui sbalzi d'umore della donna.
C'è Jake (Michael Vartan), che arriva a casa con la fidanzata Margaret alla quale non riesce ancora a dire ti amo. Quando lei, dopo una notte d'amore, glielo sussurra all'orecchio, lui risponde grazie. Jake è il preferito di mamma Lena ma è anche il più insicuro dei quattro fratelli, il più impaurito dalle storie d'amore. Solo alla fine del film riuscirà a rendersi conto di quanto ama Margaret e pronunciare la fatidica frase. E' lui ad andare da Mia, in una scena in cui sembra che i due fratelli riescano a parlare intimamente, e chiederle cosa c'è che non va nella loro famiglia. Lì Mia tenta dapprima di rassicurarlo ("E che ne so, è una famigla come tante altre, con i suoi alti e bassi"), poi ripiomba nello stereoptipo del suo personaggio ("Ma non è colpa mia Jake, se stai cercando di dare la colpa a me sbagli!").
Leigh (Laurel Holloman) è la più piccola dei quattro, il piccolo anatroccolo che soffre per le continue attenzioni che sua madre riserva ai figli maschi e non riesce ad avere un rapporto con la sorella maggiore. Si invaghisce di Elliot e cerca di sedurlo forse per mettersi anche in competizione con Mia.
Poi ci sono Lena (Blythe Danner) e Hal (Roy Scheider), i due genitori: mamma moderna lei innamorata dei suoi figli e di suo marito, papà silenzioso e brusco lui, che non riesce a dire ai suoi figli quanto li ama e si rifugia in cantina per commuoversi riguardando i vecchi filmini delle feste.
Questo quadro, intorno al quale ruotano una serie di altri personaggi che mandano avanti la storia, racchiude le paranoie, le problematiche e le difficoltà di una famiglia che si ritrova intorno a un tavolo e, nel silenzio imbarazzante che accompagna ogni pasto, si mette faccia a faccia con i propri problemi. Quelli dai quali figli e genitori sono scappati e non hanno voluto affrontare restando gli uni lontani dagli altri.
Magnifica l'ambientazione: un villaggio sperduto del New England, magnifici gli interpreti. La regia è di Bart Freundlich, marito della Moore.
Un film spettacolare che non finisce mai di appassionarmi. Lo rivedrei mille volte di seguito.
Qui sotto una scena dove si capisce che bel tipetto è Mia...Leigh le dice che ha visto lei e Elliot mentre facevano sesso sul treno e scherza insieme a Margaret: Mia, per nulla divertita, reagisce con una frase da manuale: "Non so perchè tu e questa sconosciuta stiate parlando della mia vita sessuale, e francamente non so nemmeno cosa ci trovi di divertente. La prossima volta parla della tua vita sessuale. E se non dovessi averne una ti consiglio vivamente di trovarla". E' in inglese ma vale la pena lo stesso!
Caro Babbo Natale...
...dici che a 28 anni è esagerato scriverti ancora una letterina? Puodarsi...però io lo faccio. In fondo devo chiederti solo poche cose... poi sai che mi piace scrivere. Quindi devi sorbirti la mia logorrea.
Quest'anno, devo ammetterlo, il mio spirito natalizio si è andato a far benedire ancor prima che negli anni passati: lo sento a piccole dosi, a impulsi, ogni tanto. Ma non è più come prima. I pensieri sono altri e la testa si proietta sempre al dopo feste quando tutto riprende il ritmo di sempre e, magari, aspetti che arrivi il caldo primaverile.
Però Babbo, io quest'anno una cosa dovevo chiedertela. Quindi mi sono sforzato di sentirlo ancora lo spirito giusto per farlo. E spero che tu apprezzerai lo sforzo.
Vorrei tanta serenità. Vorrei che il respiro non mi si mozzasse più nello stomaco, come succede ogni tanto. Vorrei guardare le cose con più obiettività, saper razionalizzare e prendere le giuste pause.
Vorrei un po' di equilibrio. Fisico ce l'ho, è quello mentale che manca. Perchè passare dal nero al bianco in pochi minuti?
Vorrei più consapevolezza delle mie capacità, senza bisogno che altre persone mi dicano che sto facendo la cosa giusta.
Vorrei non dover dipendere dal giudizio che altri hanno di me. O meglio, vorrei saperlo prendere con più filosofia.
Vorrei riuscire a trovare la mia dimensione finalmente, professionale e personale. Dire che bello qui senza dover per forza pormi altri traguardi. E smetterla di avere questo eterno atteggiamento del traguardo che poi quando lo taglio so come va a finire: non me lo godo per niente.
E poi vorrei tanta salute, scoppiare di salute. Perchè devo fare ancora tanto, ho un mucchio di sogni nel cassetto e lasciarlo pieno mi sembra poco educato oltre che una grande occasione persa.
Ecco Babbo...io so di non essere bravo e buono tutto l'anno, però ti prego: in fondo, tra alti e bassi, apprezza il fatto che io sia stato sempre e solo me stesso. Luca.
Buon Natale!

E dato che molti dei miei amici blogger hanno rispolverato le vecchie canzoni di Natale, io pure ne metto una, ma attualissima. Lui è Robert Post e questa è There's one thing , a me fa molto "caminetto accesso e albero illuminato"! Auguri!
Quando era nel tunnel!
Scusate ma non ho resistito! L'ho scoperto mentre cazzeggiavo su Youtube: guardate questo ragazzino al festival di Sanremo del 97!! Tutto pulitino, ordinato, con gli occhietti ammiccanti e un testo dolce dolce. Mikimix, E la notte se ne va
Questo sarebbe poi diventato questo qui sotto:

Si è proprio lui, Caparezza, quello Fuori dal tunnel...non ho parole! E dire che quella canzone al festival del 97 a me era pure piaciuta! Ho letto che Caparezza denigra quel suo avvio di carriera...diciamo che dimenticherebbe volentieri...ma Youtube non perdona!

Ho passato lo scritto!!!
Adesso mi cago sotto per l'orale..giusto no?! Comunque, la comunicazione è arrivata mentre ero in treno di ritorno da Milano...grazie a Leozeta che si è dimostrato davvero un Amico AAAA...
Caspita quanto sono mancato da qui! Ci sono aggiornamenti da fare...tipo il Natalino milanese con i polentoni lombardi...ma datemi un po' di tregua che sono stanchissimo...oggi ho preso un Intercity strapieno dal quale sono scappato appena arrivato a Bologna...da lì mi sono imbarcato in un confortevole regionale che mi ha fatto conoscere tutte le località romagnole! Poi un locale per arrivare finalmente a Porto San Giorgio...tre treni in 7 ore...non male, no?!