Catenella
Solita catena ma non posso ignorarla perchè c'era scritto che porta sfiga...sia mai!
3 cose di cui non puoi fare a meno: lenti a contatto, cellulare, pc portatile
3 canzoni che non smetteresti mai di ascoltare: Ruggeri - Il mare d'inverno, Niccolò Fabi - Lasciarsi un giornoa Roma, Stevie Wonder - Overjoed
3 cose che adorate: il mare, la mia macchina, il mio orologio!
3 cose che odiate: Urbino, l'umidità, la saccenza
3 cibi che adorate: pesce alla griglia, penne al pesto, lasagne al ragù (fatte da me!)
3 cose che nn possono mancare in tasca: burrocacao, chiavi di casa, sigarette
3 cose della vostra camera che amate: il letto, il piumone, l'orologio di Topolino
3 cose della vostra camera che vorreste cambiare: la sedia della scrivania, la scrivania, l'armadio
3 colori che mettete prevalentemente: azzurro, blu, nero
3 capi che amate di più: jeans, camicia, boxer strani
3 libri che vi piacciono: Belva Plain - La saga dei Farrel, Isabelle Allende - La casa degli spiriti, Agatha Christie - Trappola per topi
3 film che vi piaccono: L.A. Confidential, I segreti del cuore, Ricordati di me
3 accessori: orologi, scarpe. cinte
3 maglie che indossate quasi sempre: i maglioncini con lo scollo a V, quelli con le toppe sui gomiti, quelle di Polo
3 negozi: Barney's, Brandizi, Sisley
3 città: Milano, Roma, Fermo
Gioie e dolori
Eccomi qui! Ce l'ho fatta! Sono troppo contento di essermi tolto di mezzo 'sto intralcio dell'articolo su Internet...certe volte non so come mai sono così autolesionista...vabè, comunque è venuta una pagina proprio carina...ma riprendiamo il filo del discorso...gioie e dolori, la mia adesso è una gioia, i dolori arriveranno penso il prossimo ottobre, quando si avvicinerà l'esame...e le vostre gioie e i vostri dolori? Quali sono?
L'olimpiade....ecco prendiamo i giochi di Torino. L'Italia ha avuto goie e dolori. La prima grande gioia credo sia quella che ha regalato Armin Zoeggler con l'oro nello slittino...un bis dopo Salt lake City 2002...altra gioia tutte le medaglie di bronzo arrivate dallo sci di fondo (oltre all'oro della staffetta 4x10 maschile)...poi ci sono state le gioie inaspettate, quelle che ci ha regalato il pattinaggio di velocità: l'oro dell'inseguimento a squadre maschile e l'oro nei 1500 di Enrico Fabris, che aveva già agguantato il bronzo nei 5000. Indubbiamente l'uomo rivelazione di questa XX olimpiade è lui.
Poi ci sono i dolori e credo che il più grande sia quello racchiuso in uno sguardo, in due occhi: quelli di Barbara Fusar Poli al termine della seconda serata della danza sul ghiaccio. Perchè in questi due qui, Maurizio e Barbara, un po' ci avevamo sperato tutti. Perchè un po' erano il simbolo del riscatto umano di ognuno di noi: prendi un'olimpiade come quella di Salt Lake City, mettici il fatto che ci arrivavi da neo campione del mondo. Ecco, frulla
tutto senza scordarti un bel capitombolo pure qui e l'amaro del bronzo quando tutti ti davano per favorito all'oro. Considera anche che non sei più "giovanissimo" per questo sport (36 anni Barbara, 31 Maurizio) e capisci che Torino è l'ultima occasione per riagguantare quell'oro che ti è mancato nel 2002. E mettici anche - tanto per non farti mancare nulla - che quest'oro protesti agguantarlo a casa tua!. Ecco perchè la delusione c'è tutta ed è completamente giustificata. Poi vabè, lasciamo stare che il programma di Barbara e Maurizio era sì bello ma non poi così favoloso da poter competere con i russi: quello che ti fa rimanere male è che in una piccolissima frazione di secondo siano stati buttati via 4 anni di sogni e speranze.
E il pattinaggio all'Italia tante gioie non le ha regalate: l'utlimo dolore quello della Kostner ma qui mettiamo un'altra cosa in conto, lei è alla sua prima olimpiade, ha solo 19 anni e la tensione su di lei era tanta.
Grande, grandissima delusione da Giorgio Rocca e tutto lo sci alpino...nemmeno una medaglia, nemmeno la soddisfazione di dire "l'Italia è qui".
Ah, dimenticavo! Ultimo dolore quello che non arriva da un atleta italiano ed è un dolore che poi porta alla gioia: quello della pattinatrice cinese Dan Zhang, franata a terra dopo il tentativo di un quadruplo àxel. Dal dolore di un ginocchio quasi sfasciato, alla gioia di un argento tutto meritato.
Off limits

Scusate la prolungatissima assenza...e non sono nemmeno qui per ricominciare i miei deliri giornalieri su questo blog...sono qui per dirvi che non posso toccare altro che non sia il mio articolo almeno fino a giovedi...mi sono andato a ingarbugliare sulla questione "internet e la censura del web"...non vi dico che ne sta uscendo! C'ho una confusione in testa! Mi sembra di non riuscire a concludere un bel niente e per domani sera deve essere tutto pronto in pagina...sto pregando i Santi del paradiso, gli avi e i defunti, di far sì che il tizio di Google mi risponda e si faccia intervistare...a volte mi interrogo anche sulle mie capacità giornalistico-investigative...e mi sembra di essere proprio una schiappa....
Pregate per me per favore! Tornerò presto a parlare delle mie cazzatine....
Conferma
Arrivata la telefonata: si comincia il 6 giugno. Un po' mi cago sotto
un po' sono esaltato
...Roma, sto arrivando!
D'oro
Evgeny Plushenko non ha pattinato. Evgeny Plushenko ha accarezzato il ghiaccio. Ha incantato. E stupito. Ha messo in chiaro che il padre padrone della pista è lui. Non a caso la musica che accompagnava la sua esibizione era Il padrino. Oro come i suoi capelli, oro come la luce che ha negli occhi, il coraggio che lo ha spinto a recuperare dopo una difficile operazione all'inguine nell'aprile del 2005, e poi volare sul tetto più alto del mondo. Emozioni che solo lo sport sa regalare. Perchè dietro ogni touloop, ogni àxel, c'è sofferenza, lavoro, sudore, paura. Guardatele le facce dei pattinatori prima di iniziare il programma: c'è tensione, paura. Perchè quando voli sul ghiaccio non sai mai come atterri. Perchè le gambe sono le uniche vie di scampo, e la testa l'unica arma contro la tensione.
E stasera incrociamo dita, piedi, gambe: comincia la danza. Ci sono due persone che da 4 anni aspettano la rivincita, da 4 anni attendono il momento per dimostrare al mondo che a Salt Lake City i giudici non capirono niente relegandoli al terzo posto. Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio stanno per scendere sull'arena, quella a loro più congeniale: fredda e, soprattutto, italiana.
Forza ragazzi.
«O» come ossigeno

Mi sale l'ansia. Questa vita comincia a stancarmi. E quando è così devo assolutamente staccare la spina. Credo sia questo frullato di energie che devo tenere sotto controllo, perchè qui non c'è scampo: le energie non servono, devi adattarti a queste dinamiche lente, inutili. Ora il mio più grande desiderio è quello di stare in un altro posto, un'altra città, altre abitudini, altri ritmi, altri momenti. Mi sento oppresso da quest'aria. Ho bisogno di una boccata d'ossigneo. Di un colpo di testa. Di assecondare questa mia inquietudine. Di liberare la mente.